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cucina e stelle michelin

Cucina e i segreti delle stelle Michelin

Come si fa ad aggiudicarsele?

Partiamo dai primi anni del 900, quando la nota azienda produttrice di pneumatici Michelin, ha deciso di stilare una raccolta di ristoranti e luoghi dove potersi fermare a mangiare. Un modo, per l’epoca, decisamente nuovo per aiutare i viaggiatori a trovare del tempo per rilassarsi, mangiare bene e rendere un viaggio più sereno.

Oggi nel 2018 la guida Michelin ha assunto connotati molto diversi, ma, non lontani dall’idea iniziale ecco perchè ogni stella ha un significato ben preciso.

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Ma come si fa per aggiudicarsi la famosa stella?

Il primo passo in assoluto ma non scontato, è la preparazione. Tutti gli chef hanno fatto un corso di cucina professionale. Una base imprescindibile per un futuro da chef, ci vuole tecnica, studio e lavoro. Ogni chef di successo ha una base solida di cucina ben precisa.

E’ un lavoro molto difficile e ricco di rinunce ma se si vuole raggiungere l’ambita Stella è chiaro che l’impegno e la passione regnano sovrani.

Al mondo oggi si contano oltre 2500 ristoranti stellati e per riceverne una, bisogna passare sotto gli attenti giudizi degli ispettori, i quali, si presentano in forma anonima e soprattutto possono venire in qualsiasi momento.

Ma la vera peculiarità delle stelle Michelin è che vengono conferite allo Chef. Quindi, qualità del prodotto, tecniche, equilibrio dei piatti e creatività, non sono attribuite al ristorante. Un parametro molto importante e speciale, di fatti, lo chef stellato se cambia ristorante o ne apre uno nuovo, la o le stelle, lo seguono.

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Ecco i parametri di giudizio.

  • Una stella: cucina molto buona nella sua categoria.
  • Due stelle: cucina eccellente, merita una deviazione.
  • Tre stelle: Massima riconoscenza che un ristorante possa ricevere, “Cucina eccezionale, merita il viaggio.”

Tuttavia, un ristorante non deve essere caro per vincere una stella Michelin, anzi la valutazione verte sulla qualità dei prodotti, padronanza dei sapori e delle tecniche di cucina, personalità dello chef, rapporto qualità-prezzo e uniformità durante le varie visite.

Concludendo, un ristorante per ricevere l’ambita stella dovrà tenere conto di tutte queste peculiarità ma soprattutto dovrà mantenerle uguali tutti i giorni dell’anno..

Un famoso critico gastronomico di livello mondiale Andy Hayler , che ha provato e valutato praticamente tutti ristoranti con 3 stelle Michelin, ha detto:

Io in un piatto guardo quattro cose: la presentazione e la bellezza visiva, la qualità degli ingredienti, la tecnica dello chef e infine l’equilibrio dei sapori, che è la parte più difficile quante più componenti si utilizzano. I dettagli sono importanti, soprattutto nella presentazione e nell’effetto finale. Però lo sono anche le capacità dello chef e tutto il resto. Credo quindi che in un piatto non si possa prescindere dall’insieme”.

Insomma il cammino non è facile ma le soddisfazioni sono immense. Viva la cucina!

 

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